|
SCIALLA !
SCIALLA! è un termine gergale diffuso
fra gli adolescenti romani per dire “stai
sereno”, “tranquillo, non ti agitare”
Lo ripete spesso Luca, quindicenne figlio di
madre single svogliatissimo a scuola e impermeabile
a qualsiasi regola di buona educazione. Luca
prende inutili ripetizioni da Bruno, cinquantenne
ex professore e autore di un solo libro di successo,
costretto per campare a fare da ghost writer
per le “auto” biografie di calciatori
o personaggi dello spettacolo, come quella della
pornostar Tina. Una sera la madre di Luca rivela
a Bruno che il ragazzo è suo figlio,
frutto di una fugace relazione giovanile di
cui lui si era perfino dimenticato. Marina,
che deve partire per un progetto di lavoro in
Africa, gli chiede di prendersi cura di Luca
in sua assenza, senza rivelare al ragazzo la
sua vera identità paterna. Inizia così
una strampalata e difficile convivenza fra un
padre che deve imparare da zero, e un figlio
che non conosce l’autorità ma ne
ha un disperato bisogno. Nei panni di Bruno,
Fabrizio Bentivoglio affina quella maschera
di perdente, diventando sempre più bravo,
sottile e sornione in quelle parti di commedia
che si tengono in equilibrio fra disincanto
e ironia. Bruno ha preso atto, molto onestamente,
di essere uno scrittore mediocre e trascina
la sua vita dal bar all’angolo a casa
sua, apatico e trasandato, senza neanche togliersi
la forfora dal maglione. L’irruzione di
Luca nella sua quotidianità è
un elemento di disturbo che però lo costringe
a confrontarsi con un sentimento a lui sconosciuto.
Non si tratta però solo di introspezione,
perché Luca ha bisogno di essere seguito
e corretto in tutto, nello studio, nell’alimentazione
e nelle frequentazioni pericolose, che rischiano
di metterlo nei guai. Potrebbe sembrare scontato
dire che uno dei pregi maggiori di Scialla!,
vincitore del Controcampo veneziano, è
una sceneggiatura brillante ed esattamente calibrata,
visto che l’autore, Francesco Bruni, qui
al suo debutto dietro la macchina da presa,
è uno sceneggiatore affermato, soprattutto
per il suo lavoro con Paolo Virzì. Ma
quello che è importante è che
Bruni lascia affiorare con molta naturalezza
dai meccanismi oliati della commedia temi molto
seri, come l’importanza della cultura
per essere padroni della propria vita, la dignità
del lavoro su qualsiasi altra scappatoia veloce
per la ricchezza: concetti che oggi sembrano
rivoluzionari. Con la sua assenza di smania
di successo, il suo amore per i lirici greci
e Pasolini, Bruno diventa allora un eroe dei
nostri tempi, capace di rifiutare le avances
di una donna se sono volgari, di vincere con
gentilezza sulla maleducazione e l’ignoranza.
BARBARA CORSI
VIVILCINEMA
|