IL VILLAGGIO DI CARTONE


Presentato a Venezia come evento fuori concorso per volontà dell’autore, “Il villaggio di cartone” del maestro Ermanno Olmi è un toccante apologo sulla necessità dell’accoglienza e sul dialogo possibile e necessario fra le religioni. Ieratico e solenne, inconfondibilmente olmiano nella studiata lentezza e nella ricerca pittorica che qui rimanda ai maestri del nostro Rinascimento, il film è una sorta di Sacra Rappresentazione in cui ogni sguardo, ogni singolo gesto assume valore simbolico ed intensamente spirituale e narra di una chiesa che viene sconsacrata e privata dei suoi orpelli, perfino del crocifisso ligneo che pende sull’altare, sotto lo sguardo sbigottito del vecchio parroco (Michael Lonsdale) che non si dà pace. Accanto a lui un prete più giovane e più disincantato (Rutger Hauer) che lo invita a farsene una ragione. Nella notte alcuni disperati clandestini provenienti dall’Africa, in transito verso la Francia, trovano rifugio nella chiesa ormai spoglia formando con le loro povere cose, una sorta di Presepe vivente. Il vecchio li accoglie amorevolmente nonostante il parere contrario del collega più giovane e li difende quando questi li denunzia alla polizia. Sorta di testamento spirituale di un regista ormai ottantenne profondamente cattolico ma che si accosta alla fede problematicamente e col coraggio di esprimere dubbi e perplessità su argomenti assai dibattuti come il celibato dei preti, “Il villaggio di cartone” è una preghiera intensa ed accorata, un invito alla fratellanza fra i popoli e alla riscoperta dei valori più autentici del messaggio cristiano e si conclude con un monito all’Occidente: ‘O cambieremo il corso impresso alla Storia, o sarà la Storia a cambiare noi’.

Il Giornale di Sicilia
Eliana Lo Castro Napoli

 
 
17 marzo 2012



  DETTAGLI
 
IL VILLAGGIO DI CARTONE
di Ermanno Olmi

Interpreti:
Michael Lonsdale
Rutger Hauer
Alessandro Haber
Massimo De Francovich

Genere: drammatico