IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE


C’è il cinema normale e c’è il cinema di Pupi Avati. Lo riconosci al primo fotogramma, alla prima voce (spesso fuoricampo), alla prima nota. Cinema che non urla, che accarezza, che ridà vita ai ricordi, alle ombre, ai sogni. E che parte quasi sempre da una singola suggestione. Per “Il cuore grande delle ragazze” è il profumo che esce dalla bocca del giovane protagonista Carlino: un inebriante odor di biancospino, capace di far cadere ai suoi piedi tutte le ragazze che lo incontrano. Attorno a questo nucleo poetico Avati intesse la sua storia, ambientata nell’Italia rurale ai tempi del fascismo. Mariti donnaioli ‘per natura’, mogli che accettano in silenzio, proprietari terrieri duri come l’acciaio e mezzadri che non hanno il diritto di alzare la testa. Carlino figlio del contadino e dunque povero in canna va innamorarsi (proprio lui che pensa solo a correre dietro alle sottane) di Francesca, la bella figlia di primo letto del padrone. Che, ovviamente, ricambia. Ma come superare l’ostilità dei furenti genitori? Come arrivare alle nozze? Un piccolo mondo antico che sembra uscire dai racconti di nonni e bisnonni, con chiesette di campagna e siepi alla cui ombra si fa l’amore, sguardi assassini e una moto Guzzi come desiderio supremo. Bravo Pupi, hai diretto un film che profuma di Biancospino.

Il Sole 24 ore
Luigi Paini

 
 
10 marzo 2012



  DETTAGLI
 
IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE
di Pupi Avati

Interpreti:
Cesare Cremonini
Micaela Ramazzotti
Gianni Cavina
Gisella Sofio

Genere: drammatico/commedia