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500 GIORNI INSIEME
“Questa è la storia di un ragazzo
che incontra una ragazza. Ma vi avverto subito:
non è una storia d’amore”.
La voce narrante alquanto perentoria del protagonista
istruisce lo spettatore su cosa non aspettarsi.
E sagacemente lascia che lo stesso spettatore
apra la bella sorpresa di 500 giorni insieme,
ovvero un’esilarante commedia. Complice
la storia vera, pare, vissuta da uno dei due
sceneggiatori, trasformata nel riuscito esordio
“in lungo” del già videomaker
Marc Webb. Tom scrive biglietti augurali. Incontra
Summer - tradotta in italiano con Sole - e se
ne innamora perdutamente. Ma la ragazza vive
la relazione come un’amicizia, alimentando
le pene d’amore del malcapitato per i
fatidici 500 giorni. Lo stillicidio amoroso
al maschile è vissuto con un racconto
in flashback in prima persona con tanto di “conta
giorni” dal momento dell’incontro
all’epilogo, naturalmente da non svelare.
I due giovani, imperfettamente belli ma perfettamente
interpretati, hanno diverse passioni in comune:
dalla musica per gli Smiths alla pittura di
Magritte, e vanno perfino aII’lkea giocando
alla felice famiglia americana nell’era
dell’iPod. Ma tutto questo non basta per
alimentare l’amore, dice lei, confusamente
ma a ripetizione. Webb, mostrando cinecultura
e passione per la musica, infarcisce con bravura
il suo film di citazioni colte (il laureato,Truffaut),
di canzoni sfiziose (addirittura un hit di Carla
Bruni) strizzando l’occhio al musical
e di un montaggio interessante, dallo slow motion
alle accelerazioni, dallo split screen all’animazione.
La direzione del romanticismo melodrammatico
subisce un’interessante inversione di
rotta perché qui non siamo di fronte
al semplice tentativo di conquista dell’uomo
sulla donna, bensì alla riduzione del
primo a preda di un sogno d’amore, più
che del sentimento per una persona, mentre l’oggetto
in questione si comporta esattamente secondo
il cliché tipico del maschio. E allora
si intuisce che il film lavora con intelligenza
sul processo di maturazione dell’essere
umano, portandolo dalla percezione del proprio
punto di vista come assoluto alla presa di coscienza
di quanto è reale. 500 giorni insieme
è stato presentato con successo al Sundance
e sonoramente applaudito in Piazza Grande a
Locarno.
VIVILCINEMA
Anna Maria Pasetti
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