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IL PAPA’ DI GIOVANNA
Fotografia brunita come le immagini d’epoca
che introducono questo racconto di un’Italia
grigia e offesa, serenamente vile, stretta tra
la Seconda guerra mondiale, il fascismo e la
Liberazione. Il borghese piccolo piccolo di
Avati ha la faccia onesta e dolente del professore
di disegno Michele Casati (Silvio Orlando),
ossessionato dal desiderio di preservare dalle
umiliazioni la figlia bruttina (Alba Rohrwacher),
al punto da offrire la promozione facile all’unico
allievo che mostra interesse nei confronti della
ragazza. Eccesso di protezione che diventa criminale
quando la diciassettenne Giovanna ammazza senza
pentimento l’amica del cuore sospettandone
la liaison con l’amato.
Il mondo chiuso che circonda i protagonisti
è tratteggiato alla perfezione: la bella
moglie (una bravissima Francesca Neri), amata
e odiata dalla figlia e chiusa in un dolore
che pare indifferenza, e l’amico poliziotto
fascista interpretato con insoliti mezzi toni
da Ezio Greggio.
Il duetto fatale e chiuso fra Orlando e Rohrwacher
ha gesti intonati, complicità folli nella
caduta e nella vergogna; e il protagonista è
insuperabile nel declinare umanità, malinconia
e tratto grottesco con sensibilità sommessa,
dove l’ironia e il tragico si confondono
armoniosi.
Da ricordare il momento in cui consegna, vinto
ma consapevole, la moglie all’amore dell’altro:
un’emozione rara.
Piera
Detassis
Panorama
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